Biennale dei Licei Artistici

Biennale dei Licei Artistici

Complimenti ad Agnese Filipponi, la sua opera è stata selezionata per la mostra collettiva!

Nell’anno scolastico 2019 – 2020 Agnese Filipponi, studentessa del Liceo Artistico Manfredini classe 4°, ha partecipato alla 3° Biennale dei Licei Artistici per la sezione New Design. Il tema specifico era Progettare con Leonardo: oggetti, utensili, manufatti, servizi che nascono dallo studio della Natura e delle Scienze

Gli studenti sono stati chiamati a progettare “traendo ispirazione dall’approccio del metodo del genio leonardesco: osservazione di ciò che avviene nell’ambiente naturale, analisi delle forme animali e vegetali, attenzione per la fruizione e i meccanismi di funzionamento in rapporto alle proporzioni umane e allo spazio ergonomico. Non si tratta quindi di imitare le sue macchine e invenzioni, ma invece di comprendere e poi utilizzare gli aspetti di ricerca e innovazione del suo pensiero per applicarli alla progettazione pensata per le necessità del nostro tempo”.

A causa delle restrizioni per il contenimento del contagio da Covid-19 la mostra collettiva delle opere selezionate non si è potuta svolgere a Roma nel maggio scorso, quindi si terrà entro dicembre 2020 in modalità on-line.

 

“Il progetto è stato realizzato grazie alle foto di Isabella Maffei, fotografa subacquea che avrebbe dovuto realizzare una mostra nello spazio espositivo della Manfredini. Isabella ci ha chiesto di fare uno sviluppo creativo di alcuni suoi scatti. Dopo l’assegnazione della foto ho trovato cinque parole chiave che la descrivevano: movimento, divertimento, nuoto sincronizzato, concentrazione e luminosità. Successivamente ho analizzato le seguenti parole trovando per ciascuna un’immagine descrittiva, una forma, cinque colori, un materiale e un’immagine evocativa. Dopo aver scelto la parola su cui lavorare, nuoto sincronizzato, ho deciso come realizzare lo sviluppo. Siccome il nuoto sincronizzato mi ricorda la stessa struttura e lo stesso ordine di uno stormo di uccelli ho scelto di lavorare su questo concetto. È come se le due ragazze venissero travolte da uno stormo che prende lo stesso effetto dell’acqua di una piscina e i colori dei costumi delle atlete.” (Agnese Filipponi)