26 marzo 2020

26 marzo 2020

Martedì scorso era il giorno dei Promessi sposi in diretta streaming, l’appuntamento settimanale in video con i miei alunni. Mi è capitato quindi di preparare la lezione con una cura particolare, con maggiore scrupolo del solito: in un momento come quello che stiamo vivendo, vorrei che l’incontro con le parole dell’autore fosse pieno di significato per me e per i ragazzi, vorrei che fosse l’occasione di riflettere sul proprio presente.

Non stiamo ancora leggendo le parti sulla peste, che potrebbero far pensare subito a un’analogia con la nostra situazione; a tema c’era la fine del capitolo ottavo, il famoso Addio monti. Manzoni conclude così le tristi riflessioni di Lucia, costretta a scappare da casa sua e a separarsi dal suo promesso Renzo:

Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de’ suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande.

Ho avuto così l’occasione di introdurre il concetto di Provvidenza, che è l’ossatura del romanzo di Manzoni, in un modo diverso da quello che avrei usato in classe, più concreto, più vicino, forse (spero) anche più comprensibile a dei tredicenni.

Siamo partiti dallo slogan “Andrà tutto bene” che imperversa in questi giorni ma che, complici alcune letture e commenti, non mi risultava completamente convincente: a chi andrà bene? A chi non si ammala? Al “popolo”? A chi non ha amici o parenti colpiti dal virus?

La speranza non è per nulla uguale all’ottimismo. Non è la convinzione che una cosa andrà a finire bene, ma la certezza che quella cosa ha un senso indipendentemente da come andrà a finire.

Ho voluto offrire ai miei alunni questa frase di Havel, suggerita da mia mamma in questo tempo, come alternativa da valutare (e anche per tenere viva la suspense delle avventure di Renzo e Lucia, che non vanno “bene” come vorrebbero loro, altrimenti il libro finirebbe subito). Chissà quale senso nasconde il presente che ci troviamo a vivere. Non c’è stata una grande discussione, forse a qualcuno è scivolato via tutto, ma la questione è stata aperta, per i miei alunni e per me.

un Docente delle Medie